Le imprese che operano nel campo del commercio internazionale sono particolarmente
interessate al fenomeno delle vendite all'estero.
Vi sono prevalentemente due metodi per vendere all'estero:
il primo, più semplicistico, è quello di invitare i visitatori
del sito a contattare l'impresa (ad es. mediante la posta elettronica) per
raggiungere un accordo sulle condizioni e sui termini di vendita
il secondo, presuppone la creazione di un software che gestisca nel modo più
autonomo possibile ogni operazione di acquisto del cliente.
La seconda soluzione rappresenta, secondo i principi giuridici, un'offerta
al pubblico e richiede una certa attenzione a diversi elementi, specialmente
quando si opera nei confronti del consumatore finale.
Il contratto proposto tramite Internet, infatti, rappresenta una potenziale
vendita a distanza. Ciò comporta l'obbligo per il venditore, a pena
di sanzioni, di osservare delle regole quali ad esempio la comunicazione delle
caratteristiche essenziali e del prezzo dei beni o dei servizi proposti, l'esistenza
del diritto di recesso e l'invio al consumatore della conferma di tali informazioni
per iscritto o su altro supporto duraturo. Inoltre, il consumatore di un determinato
paese può essere tutelato da norme imperative che possono essere differenti
da quelle europee.
Per quanto riguarda, invece, le eventuali controversie, è importante
sottolineare che, solitamente, il consumatore può scegliere come foro
competente quello del proprio domicilio, mentre risulta improbabile, almeno
allo stato attuale, l'imposizione da parte del venditore di una clausola arbitrale.
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